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Singhiozzi ADSL, basta migrare a OpenDNS?

Posted on: dicembre 19, 2006

Dopo le molte segnalazioni arrivate a telecom di malfunzionamento e saturazione della rete ADSL in molti hanno espresso la propria opinione sull’accaduto. Secondo quanto detto dal TG5 in un servizio di qualche giorno fa la colpa è da ricercare in nuovi malware provenienti dal nrasile che attaccano i provider telecom. C’è chi ha parlato di allarmismo e chi come Stefano Quintarelli crede che sia soltanto un piccolo “antipasto” dei problemi che ha la rete DSL italiana.
A mio modesto parere tutto è peggiorato da quando la telecom ha “promesso” a tutti i suoi clienti wholesale di passare la flat da 640Kb/s a 2Mb/s in maniera gratuita entro il 2007. Le Centraline già più che sature e fuori capienza massima stanno collassando e la richiesta di contratti adsl è sempre maggiore. Quindi la campagna Telecom è quella di fare sempre più contratti senza intervenire sulla situazione a dri poco critica delle nostre reti.

Punto informatico dopo l’articolo della Repubblica ha presentato la sua possibile soluzione:

Roma – Tra le molte segnalazioni che continuano ad arrivare dagli utenti sulle difficoltà di navigazione, arrivano anche email che spiegano come sono state risolte, in particolare modificando nei parametri della connessione gli indirizzi dei server DNS. Grazie al passa parola in rete molti hanno optato per le soluzioni diOpenDNS.

Attivo dal mese di luglio, propone un servizio di Domain Name System che, a fronte di un po’ di pubblicità, promette velocità, sicurezza e un minor rischio di errori nella battitura degli indirizzi web. In un recente post nel suo blog, OpenDNS dà il benvenuto agli utenti che ne hanno scelto la soluzione e che, allo stesso post, rispondono con commenti entusiastici.

Le ragioni per cui questa “migrazione” può funzionare si trovano forse nelle parole di Telecom Italia raccolte la scorsa settimana da Punto Informatico: Telecom identificava la causa di questi problemi di connessione nella “notevole diffusione di software malevolo di tipo spyware o adware il cui effetto si manifesta nella possibile difficoltà di connessione e nel saltuario sovraccarico dei sistemi DNS dei vari Internet Service Provider”. Ai più appare quindi verosimile che la “migrazione” dell’utenza verso impostazioni differenti di server DNS, possa aver risolto i problemi di “sovraccarico dei sistemi DNS dei vari ISP” menzionati da Telecom.

Problema risolto, dunque? Non sembra detta l’ultima parola: nonostante i festeggiamenti di molti utenti, non manca chi manifesta, dati alla mano, il proprio scetticismo sul fatto che questa soluzione sia risolutiva. La causa dell’inconveniente, sostengono molti, risiederebbe in un’estrema saturazione del backbone ATM, su cui viaggiano le ADSL “entry level” di Telecom e degli operatori alternativi.

Ai dubbi già manifestati da Stefano Quintarelli di AIIP, che in settembre aveva dato conto di alcune avvisaglie sul degrado prestazionale delle dorsali offerte da Telecom sul mercato wholesale, fanno eco le perplessità di Gigi Tagliapietra, presidente Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), che esprime la convinzione che “le difficoltà pesanti che la rete sta incontrando non sono in parte imputabili al worm ma piuttosto a una fragilità intrinseca della rete italiana dovuta anche al sovraccarico di traffico a cui è sottoposta, non controbilanciato da investimenti adeguati per il potenziamento”.

“È come un organismo – continua Tagliapietra – che, debilitato da scarsa alimentazione, si trovi in seria difficoltà per un attacco di influenza che, se l’organismo fosse sano, non causerebbe problemi particolarmente gravi. Se penso poi che in questo contesto strutturale, Telecom sta spingendo come non mai per aumentare il numero dei clienti (…) c’è da domandarsi se quella politica così poco lungimirante stia già dando i suoi effetti più negativi. Sempre che non ci sia qualche altro problema tecnico che l’attacco ai DNS innesca come concausa”.

Il problema mostra quindi svariate sfaccettature, ed è di non facile identificazione. La questione, di conseguenza, sembra tutt’altro che chiusa. AGGIORNAMENTO:Sto provando personalmente OpenDNS e devo dire che anche se partito scettico mi sto ricredendo.
è senza iscrizione, sicuro, veloce e soprattutto gratuito.
basta cambiare gli ip di dns1 e dns2 della vostra connessione e verrà impostato in automatico.
l’unica cosa è che se scrivete male un indirizzo compare una pagina di errore ma con la pubblicità di OpenDNS(mi sarà comparsa 1 volta su 5).
in più ha il completamento automatico se scriviamo male un indirizzo..
es: http://www.pctuner.ne ——> http://www.pctuner.net in automatico.
Insomma a mio parere è da provare….e alleggerire i DND telecom per qualche giorno farà solo che bene!

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